Suzuka
Finalmente la F1 torna da te, estremamente tecnica e veloce, sei unica in tutti i tuoi aspetti. La tappa giapponese evoca sempre ricordi indelebili che fanno tremare i polsi, fa battere i cuori ed emozionare gli appassionati di questo mondo: dal più anziano al più giovane tutti conoscono qualcosa di Suzuka e hanno un ricordo.
Io ne ho otto, come il disegno del circuito che mi riporta alla memoria tanti momenti felici e qualcuno triste.
Da quale partire? Semplicemente dal primo titolo mondiale Ferrari con Michael:
8 Ottobre 2000
Siamo nella terra di motori e patria di dipartite della Ferrari per le cocenti sconfitte subite in pista. Nel 2000 la storia racconta altro, ce in corso una rimonta di cuore, di foga e rabbia agonistica del tedesco sul rivale Mika Hakkinen che sulla McLaren Mercedes ha dimostrato una superiorità mastodontica. Michael vs Mika, Ferrari vs McLaren Mercedes una sfida che dura da 3 anni: tra lotte in pista ed irregolarità millimetriche è giunta l’ora del verdetto e mettere la parola fine ad un digiuno Ferrari durato troppo a lungo. Con 14 lunghezze nel campionato costruttori la Ferrari, già a Suzuka, poteva mettere mani anche sul campionato costruttori. Ancora oggi, guardando l’immagine di Michael al traguardo, si pensano alle parole di Gianfranco Mazzoni in quella telecronaca da straccio di licenza:
“Michael Schumacher ce la fa! Sii! Michael Schumcher è campione del mondo sulla Ferrari… I colori dell’arcobaleno sulle insegne del cavallino rampante“.
22 Ottobre 1989
Ayrton Senna sulla McLaren Honda firma una pole position che lascia spazio solo a sguardi persi nel vuoto e gelo per quel record della pista e un distacco su Prost di quasi due secondi. Quel mondiale andò poi a Prost in quanto il brasiliano venne squalificato, a fine gara, per aver tagliato la riga gialla di ingresso box per cercare il sorpasso sul francese. Ma tutta la gara fu una rimonta furiosa, un uragano di prestazione, talento, carisma, forza. Ma ciò che rimase in presso al noto costruttore giapponese ed al pubblico fu il record della pista: Un giro con il cuore oltre l’ostacolo. Nel 2015 un gruppo di tecnici audio video, tutto lo staff tecnico Honda decidono di riportare in vita quel giro: Luci, diffusori, microfoni, registrazioni della monoposto del brasiliano ed infine la trascrizione della telemetria del pilota. Il risultato? Un capolavoro alla Spielberg! Forse neanche lui sarebbe riuscito a fare qualcosa di così bello.
“The Sound of Honda” – recreating Senna’s record-breaking lap at Suzuka with a ghost car. http://t.co/ffjwJ8kN8I pic.twitter.com/uIUZP5H8F6
— The London Egotist (@LondonEgotist) August 7, 2013
7 ottobre 2007

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Nori Abe rimane coinvolto in un incidente stradale e perderà la vita. Il talento giapponese, ormai lontano dal mondo delle corse, venne investito da un camion mentre faceva inversione a U. Di Abe sono rimasti vivi i ricordi di un ragazzo talentuoso che ha raccolto meno di quel che meritava nella classe regina la 500cc: dal 1994 al 2004 sempre fedele alla casa del diapason ( Yamaha ndr ) il massimo risultato raggiunto in classifica piloti fu un sesto posto assoluto. Dopo la Motogp c’è stato spazio per un biennio in SBK nel campionato delle derivate di serie ma, anche in quel campionato non ci fu molta fortuna.
20 Aprile 2003
Addio Kato! Ragazzo d’oro, fresco campione del mondo della classe 250 cc approda in motogp con il team Gresini a cui gli verrà affidata una moto ufficiale: Fu l’ultimo giapponese ad avere, in un team satellite, una moto factory team. Nel week-end di gara sulla pista nipponica, al terzo giro Daijirō Katō perde il controllo della sua Honda finendo contro le barriere poste a bordo pista. Le fratture multiple non lasciarono scampo all’alfiere Honda che, dopo quel incidente, nessuno seppe cosa fosse successe davvero. Dopo quel incidente, la motogp non approdò mai più sulla pista di Suzuka, molti piloti portarono il 74 sulle loro tute e, Misano Adriatico, luogo tanto amato dal giapponese ha intitolato una via e un piccolo museo con esposta la sua moto, tuta e casco.
8h di Suzuka
Il tracciato non è solo F1 e motogp ma è anche e soprattutto una pista che vede una delle endurance motociclistiche più importanti: La 8h di Suzuka ancora oggi è una gara di durata a cui molti piloti ambiscono di vincere: Valentino Rossi fu uno di coloro in grado di vincere la gara. Ci provò anche Casey Stoner molti anni dopo ma la fortuna non fu dalla sua: La manopola del gas della sua Honda si bloccò tenendo aperte le farfalle, l’australiano dopo qualche tentativo di riprendere il controllo finì fuori pista procurandosi una frattura al braccio.
9 ottobre 2005
Kimi Raikkonen compie un capolavoro straordinario! Aspetta però. Prima della sua incredibile vittoria bisogna parlare di un mondiale che, per la prima volta, vede la Ferrari in difficoltà ed una Renault che risorge dalle ceneri grazie ad Fernando Alonso: l’asturiano in lotta con il tedesco arriva a Suzuka speranzoso di apporre un sigillo per allungare in classifica piloti ma le qualifiche, non vanno come dovrebbero e partirà dal fondo. Pit azzeccati, strategie perfette e l’asturiano e sul podio ma in fondo non c’era solo lui, c’era un ragazzo di ghiaccio alla guida di una freccia argentata veloce come il vento, così veloce da spazzar via ogni avversario con grande abilità di guida e destrezza. Kimi Raikkonen quel giorno dimostrò al mondo il suo innato talento arrivando all’ultimo giro a prendere Fisichella – saldamente al comando della gara – sorpassandolo all’esterno della prima curva lasciando intontito il romano. Iceman taglia il traguardo sotto gli occhi increduli dei spettatori e con il sorriso di Todt per aver trovato un eccellente erede. L’ultimo alfiere rosso ad aver vinto il titolo mondiale.
Ottobre 2012

©gettyimages

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Nando il cuore non basta. Ferrari non riesce a dare una macchina estremamente vincente e affidabile all’asturiano. Nonostante il cuore ed un importante margine di vantaggio su Vettel in classifica piloti, a Suzuka Alonso finisce fuori al via dopo un contatto con Raikkonen. La sfortuna accanitasi sul ferrarista lasciò ben poche speranze alla lotta per il titolo mondiale che ahimè andò proprio al tedesco alla guida della RedBull. Ancora oggi è una ferita aperta e quel gesto di stizza di Alonso, nei confronti del commissario di pista, è un immagine viva che apre molte ferite.
5 Ottobre 2014
Au revoir Jules ! Una data funesta, impossibile da dimenticare: in un’epoca dove i piloti hanno un livello di sicurezza elevato gli incidenti, anche i più spettacolari – vedi Kubica a Montreal – fortunatamente escono illesi. Ma quel giorno non andò così, quel giorno a soli 24 anni, il talentuoso pilota Ferrari alla guida della Marussia, impatto contro una gru mobile presente nella via di fuga per rimuovere la Sauber incidentata a causa della forte pioggia caduta. Il devastante impatto di Jules Bianchi lasciò poche speranze: portato subito in ospedale per un’operazione al cervello si cercò di ridurre ematoma. 17 Luglio 2015 a soli 25 anni Jules lascerà questa terra dopo un coma durato quasi un anno. Leclerc nella giornata odierna ha pubblicato una dedica con un disegno che non lascia scampo alle lacrime e che ricorda quanto sia importante la sicurezza in pista. L’ultimo pilota a morire in pista prima di Jules e il compianto brasiliano Ayrton Senna morto nel 1994. Grazie a Jules la Marussia conquistò 1 punto mondiale, sufficiente per potersi schierare in griglia l’anno successivo.
— Charles Leclerc (@Charles_Leclerc) October 7, 2022
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