Andrea Ranucci
F1,
Tamburi medio orientali per musiche olandesi.
È quanto accaduto al Gp di Azerbaigian in questo weekend di F1 in terre medio orientali dove gli strafalcioni hanno reso protagonisti e vittime futuri campioni del mondo facendo vacillare le certezze con il rischio di far crollare una primavera arancione dal gusto papaya rischiando di assaporare ancora un gusto RedBull.
Piastri ancora a muro a inizio gara l’errore dell’australiano compromette la classica piloti con due errori su due – uno il sabato in qualifica – lasciando pista libera all’olandese volante che guida la corsa da inizio alla fine.
Gli inseguitori possono solo accontentarsi e gestire le gomme per mantenere il podio conquistato. Un eccellente Sainz tona sotto i riflettori grazie alla seconda piazza conquistata in qualifica ed un terzo in gara: un matador che ha preso per le corna una Williams capricciosa ma domabile da guide sinuose.
Da sottolineare l’eccellente lavoro di Antonelli che porta a casa punti importanti per Mercedes con un quarto posto assaggiando e sognando, per qualche giro, il podio: un assalto che sa di assaggio di un frutto ancora proibito. Per ora, si capisce.
Ferrari? Dormiente e resiliente nel ruolo di non protagonista se non per restare a galla nella top ten. Assetti e dettagli, conditi da confidenze mai trovate per davvero mettono in risalto ancora le grandi difficoltà di chi mette il cuore e di chi, invece, mette il…
Il prossimo appuntamento sarà una svolta o una conferma?
Vedremo ancora le papaya divise?
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