Andrea Ranucci

MotoGp Ungheria

un weekend intenso e ricco di colpi di scena.

Strike in partenza, etichette e il ritorno al successo di Marc Marquez. Da dove possiamo partire per analizzare questa gara? Il fine settimana appena concluso in Ungheria ha visto molti protagonisti nella classe regina. Tuttavia, non tutti possono essere felici di correre in questa MotoGP attuale. Il campionato è sempre più esasperato e pericoloso. Ogni weekend si torna a parlare di sicurezza come se fosse una questione banale. La classe regina mette in risalto ancora una volta i suoi tanti limiti tecnologici. L’esasperazione ingegneristica degli ultimi anni sta creando più problemi che mai. Certo, non è sempre così. L’evoluzione tecnica deve fare il suo percorso naturale. Si va sempre verso un miglioramento costante. Oggi vediamo affinità tecniche che mettono in imbarazzo persino la NASA. Ci chiediamo però se sia questa la strada giusta da percorrere in futuro.

Analisi della gara: il caos in partenza

La partenza è da sempre la fase più delicata della gara. Questa volta è cominciata con un vero e proprio botto.

Jorge Martin commette un errore evidente. La sua Aprilia si punta e lancia lo spagnolo fuori controllo. Nella carambola vengono stesi altri tre piloti. Erano semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato. Subito dopo l’incidente, si è tornati a puntare il dito sulla sicurezza. Si parla di piloti incauti, forse un po’sprovveduti o garibaldini. Sono stati sicuramente colpevoli di aver avuto troppa fretta di agire. Il primo a finire sul banco degli imputati è il campione del mondo Jorge Martin. Nonostante le sue scuse pubbliche, il pilota è
stato bersagliato con facilità dai media. Dopo la caduta è iniziato lo show mediatico. Le polemiche terranno banco sicuramente per qualche giorno. Fortunatamente non ci sono stati infortuni gravi o ricoveri. Nessun pilota è rimasto a terra se non per il forte impatto subito, e questo è l’importante.

La MotoGP è in grado di prendersi le proprie responsabilità? Oppure la colpa è solo di chi cerca di dare il massimo in pista?  Forse è giunto il momento di fare un passo indietro. Bisogna riportare le due ruote a un livello meno estremo. I tunnel aerodinamici dovrebbero essere meno performanti e i vuoti d’aria meno accentuati. Se invece il contesto dello show pretende tutto questo, lo scenario cambia. In tal caso, ogni weekend dovremo aspettarci un groviglio di metalli e carbonio. Martin è colpevole, sì, ma di cosa esattamente? È davvero l’unico a dover salire alla gogna? Credo sia più giusto valutare un format meno estremo e più genuino, dove la partenza non costringa a una rimonta frenetica.

Ducati e Marquez: il binomio vincente della MotoGP

Il marziano è finalmente tornato! Un rapido tagliando medico, la correzione e il serraggio delle viti, una ripulita ed eccolo come nuovo. Dopo la calma apparente a inizio weekend, dove nascondersi era doveroso, la risposta della domenica è arrivata inesorabile. Marquez ha colpito come un fulmine, senza lasciare spazio alle speranze degli avversari. Quando il marziano è a posto fisicamente, non lo ferma nessuno. Molto bravo anche Pedro Acosta. Con la sua KTM ha trovato un setup vincente. Questo gli ha permesso di farsi notare nelle posizioni che contano. È lì che merita di stare. Dopo l’era Marquez, la MotoGP ha bisogno di talenti cristallini che tengano viva la categoria più folle del mondo.

Il momento di Bagnaia tra vita privata e pista la Ducati c’è ed è assolutamente viva. Pecco Bagnaia, dopo l’annuncio della dolce attesa, sembra esser tornato in sé. La distrazione post-matrimonio ha spezzato i suoi equilibri e la sua velocità? Non ci sarebbe da stupirsi. Quando entrano in gioco emozioni così grandi, un pilota può perdere temporaneamente la massima lucidità.

I piloti, nella loro sana follia, hanno un punto debole comune a tutti noi. Parliamo dei valori personali checambiano la vita. La consapevolezza di una nuova vita in arrivo è una forza incredibile.

Se questo è stato il tallone d’Achille temporaneo dell’italiano, speriamo che ora diventi la sua rampa di lancio.

Vogliamo vederlo trionfare ancora.

Motorsport is beautiful.

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