Ranucci Andrea

Le Mans,

340 km/h in giardino, la vita di Alexis e Alicia, “dentro”.

Immaginate di svegliarvi alle otto del mattino, preparare il caffè e, non appena poggiate la tazza sul tavolo, sentire i muri che tremano. No, nessun terremoto: è solo il riscaldamento dei motori V8, V6 biturbo e ibridi delle Hypercar che iniziano le sessioni di test. Per Alexis e Alicia, una giovane coppia francese, questo non è un incubo da incubo immobiliare, ma la colonna sonora dei loro sogni.

La loro casa, una villetta con giardino situata nel comune di Ruaudin, si trova in una delle posizioni più pazzesche, ambite e rumorose del pianeta: all’interno del perimetro del Circuito della Sarthe, con la recinzione del giardino che affaccia direttamente sul leggendario rettilineo delle Hunaudières. Il punto esatto in cui i piloti della 24 Ore di Le Mans pestano l’acceleratore a tavoletta, toccando e superando i 340 km/h.

Una scelta d’amore (e di pistoni)

Per Alexis, l’acquisto di questa casa è stato il coronamento di una passione viscerale per il motorsport. Comprare un immobile che per tre quarti dell’anno si trova in una tranquilla zona residenziale e per una settimana all’anno diventa l’ombelico del mondo automobilistico è stata una scommessa vincente. Alicia, dal canto suo, ha abbracciato la sfida con lo stesso entusiasmo: “I primi test del mattino ti danno i brividi lungo la schiena. È un’adrenalina indescrivibile”, raccontano quando i media locali bussano alla loro porta per capire come si possa sopravvivere a un simile “vicinato”.

Sopravvivere al “Muro del Suono” durante la 24h di Le Mans

Vivere a pochi metri dalle curve e dai rettilinei di Le Mans richiede una dote fondamentale: l’adattamento. Durante la settimana della gara, il giardino di Alexis e Alicia si trasforma in una tribuna VIP esclusiva, ma con regole ferree. Se decidi di bere una birra all’aperto mentre sfrecciano le Porsche o le Ferrari, parlare è impossibile. La comunicazione avviene a gesti o urlando, e le cuffie antirumore professionali sono un accessorio d’obbligo quanto gli occhiali da sole.

E per dormire? “Il cervello umano è incredibile” spiega la coppia. Se all’esterno il rumore è assordante, l’isolamento acustico della casa mitiga il rombo e, dopo le prime ore di pista, il flusso costante delle auto diventa una sorta di “rumore bianco” di sottofondo. Ci si fa l’abitudine, anche se i muri continuano a vibrare a ogni cambio marcia.

“Lì non si vede niente!”: la risposta ai critici

Sui social network, dove la loro storia è diventata virale tra le community di appassionati, non mancano i commenti scettici. Il tormentone dei “non-addetti ai lavori” è sempre lo stesso: “Che senso ha vivere lì? Le macchine vanno troppo veloci, non riuscite nemmeno a vederle passare!”.

La risposta di Alexis e Alicia, però, è da veri puristi del motorsport:

“Chi dice così non capisce l’essenza di Le Mans. Noi non guardiamo la gara in TV dal giardino; noi la sentiamo. Sentiamo lo spostamento d’aria che scuote gli alberi, l’odore delle mescole dei pneumatici e dei freni, il calore dei motori e la violenza della velocità pura. È un’esperienza fisica, non solo visiva.”

Mentre molti residenti storici scelgono di fuggire nei giorni della gara (spesso affittando le case a team e sponsor per cifre astronomiche), Alexis e Alicia non hanno intenzione di mollare il loro fortino. Per questa giovane coppia, finché i motori urleranno sul rettilineo delle Hunaudières, il posto migliore del mondo sarà sempre il loro giardino di casa.

Le Mans è storia, passione, velocità.

Da qualche anno anche vita quotidiana e privilegio.

Anche questo è Le Mans.

Motorsport is beautiful.

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