Ivan Capelli,
Grazie.
Sotto l’imponente statua del pilota brasiliano più amato di tutti i tempi, Ivan Capelli, ex pilota di F1 ci regala una perla, un messaggio per il Brasile, per Ayrton, per chi c’era e per chi ha visto dalla tv, per chi ha vissuto e per chi invece vede tramite YouTube provando ad immaginare per emozionarsi come chiunque ha vissuto ho visto milioni di volte quelle immagini, quel dito verso la tribuna, il cambio bloccato nella marcia più alta e infine il traguardo con le urla, la gioia, il dolore, il cronometro che si ferma, finalmente, per salutare e dare all’uomo il tempo e gli ori meritati per quella infernale lotta per vincere a casa sua, per lui, per i tifosi, per il suo Brasile. Suo, si. Perchè il Brasile, la sua terra, la sua gente, lui la amata sempre senza mai dimenticarsi di loro ovunque andasse. La gentilezza dell’animo puro, la bontà di un cuore puro, una volontà e una fede smisurata mai persa e sempre afferrata, calcata e cavalcata.
Ivan Capelli legge sotto la scultura dedicata ad Ayrton una lettera di bellezza umana e sensibilità affine all’animo di un pilota e giornalista che ha vissuto l’epoca Senna in ogni sua sfaccettatura. Quelle parole mentre il vento soffiava hanno lasciato che la mente viaggiasse e sognasse verso quei giorni di velocità e determinazione, concentrazione e velocità.
Istanti eterni. Movimenti irrepetibili.
E così la F1 saluta Interlagos ancora una volta, un altro anno senza Ayrton, senza un brasiliano vincente, con una torcida dormiente e in attesa di esplodere ancora. Ivan Capelli realizza un gesto che mai più verrà dimenticato ne cancellato.
Nei cuori e nella mente in tanti lo vorremmo fare.
Magari un giorno si ripeterà.
O forse c’è chi eguaglierà.
Motorsport is beautiful


