Andrea Ranucci
SBK,
Imola, Aprilia, e il binomio più curioso e inaspettato con un risultato inaspettato.
Race week a Imola per la SBK, round italiano con un campionato che ha come protagonisti due eccellenze: Noky Haga in sella alla rossa di Borgo Panigale dopo una vita in Yamaha, e Ben Spies l’americano che ha stravolto gli equilibri mondiali nel campionato delle derivate dalle serie. Il 2009 è stato un’annata incredibilmente bella e imprevedibile, i colpi di scena non sono mai mancati e chi, sulla carta era favorito, si è trovato invece in una lotta serrata conclusa solo all’ultima tappa del mondiale.
Ma la vera sorpresa fu il round italiano, Imola, quando Aprilia convoca Marco Simoncelli, per l’occasione in sostituzion del giapponese infortunatosi e con la casa di Noale ancora in fase di sviluppo della RSV-4 nelle prestigiosi mani di Max Biaggi. Solo un anno prima a Roma, in piazza del popolo, avvenne la presentazione di questo concentrato di tecnologia che il romagnolo, dopo un confronto con l’ormai “leggendario” Ing.Re dall’Igna, definì la moto anemica! E tutti i torti non aveva in quanto era iniziata l’era del rapporto peso-potenza e l’Aprilia aveva già creato una moto con un importante rivoluzione tecnica.
Imola. Il palcoscenico perfetto. Teatro di vittorie mondiali, successi personali, duelli infuocati, tradimenti, ogni categoria è a se, ogni categoria ha avuto un suo campione, ogni appassionato ha avuto la sua finale mondiale nel tracciato più tecnico e affascinante del motorsport italiano e non. Le aspettative sono alte, gli occhi sono puntati tutti sull’Aprilia e su quella chiamata all’ultimo a Simoncelli, dubbi, domande, perplessità: un pilota Motogp in SBK? Ma non ha mai girato, cosa potrà fare se non deludere!?
Gara 1 è un piccolo disastro: il romagnolo perde aderenza, scivola, gara finita. Ciao ciao! Un colpo al cuore, il pessimismo prende piede e gli umori vanno un pò giù. C’è una promessa però che Marco fa al pubblico e ai commissari di pista: Se arrivo a podio vengo qui e faccio un burnout!”
Pronti via! Gara 2 parte alle 15.00 e le attenzioni non cambiano, anzi, aumentano le aspettative perchè la speranza, si sa, è l’ultima a morire. L’asfalto è caldo, i primi decollano, le Aprilia rimangono un pò indietro, passano i giri e passano i piloti. Simoncelli sorpassa, avanza, è un alfiere sulla schacchiera pronto a tutto e… Arriva sulla coda di Biaggi. Dai box si sono raccomandati:
Marco niente cazzate, Biaggi si incazza. E’ il caposquadra evitiamo incidenti.
Detto fatto. Rivazza, Marco è vicino… Ultima staccata prima del traguardo e arriva il sorpasso della vita, Biaggi raddrizza e tira dritto, Imola esplode, nei box saltano tutti, volano fogli, piani, cartellette, non c’è più una strategia, non c’è più serenità. I piani sono saltati, alla Simoncelli! Il cuore oltre l’ostacolo, il cuore allo spettacolo e poi ce una promessa da mantenere.
Si torna alla Tosa e lo spettacolo continua per tutti i presenti. 17 dopo siamo qui a ricordare quel momento epico, fatto di cuore, fatto di fantasia e innata capacità di guidare con un talento cristallino.
Pensare a Marco fa sempre male, pensare a lui e alla sua voce, ancora oggi, è una ferita che si riapre e non si rimarginerà mai più ma ogni anno, è bello ricordarlo per ciò che ha fatto nel modo in cui l’ha fatto.
Esser ricordato come uno che sapeva emozionare.
Beh direi che c’è riuscito.
A modo suo.
Motorsport is beautiful


