Andrea Ranucci
Le Mans
6h al termine.
La notte del Circuit de la Sarthe si conferma, come da tradizione, il giudice più severo e spettacolare della 24 Ore di Le Mans 2026. Le ore di buio hanno rimescolato completamente le carte in tavola, abbattendosi come una scure sulle ambizioni di diversi top team e trasformando la corsa in una lotta strategica a tre marchiata Cadillac, BMW e Toyota, mentre la Ferrari si trova costretta a inseguire dopo una notte complicata.
Ecco il resoconto di una notte folle che ha cambiato il volto della 94ª edizione.
Il colpo di scena iniziale: BMW esce allo scoperto
Al calare del sole, l’oscurità ha dato una scossa ai valori in campo. Fin dalle prime ore della notte, la BMW M Hybrid V8 n. 20 del Team WRT (guidata da Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde) è uscita allo scoperto con un passo impressionante, prendendo il comando della corsa e dimostrando che la pole position del giovedì non era affatto un caso.
Tuttavia, Le Mans non concede sconti. Nonostante la grandissima velocità della vettura bavarese, la notte ha visto l’emergere prepotente di una rivale tanto inaspettata quanto letale: la Cadillac “dorata”.
La notte d’oro di Cadillac e il crollo Ferrari
Il vero capolavoro notturno porta la firma dell’Hertz Team JOTA. La Cadillac V-Series.R n. 38, magistralmente gestita nelle ore più fredde, ha sferrato l’attacco decisivo strappando la leadership prima a Toyota e poi a BMW. Con il sorgere del sole, la vettura americana (con Will Stevens al volante) ha consolidato un vantaggio solido, infliggendo distacchi pesanti a tutti i rivali diretti.
E la Ferrari? Per il Cavallino Rampante, dominatore delle ultime edizioni, le ore buie sono state un calvario strategico e tecnico:
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Poco dopo la mezzanotte, la Ferrari 499P n. 50 di Nicklas Nielsen è stata costretta a una sosta forzata ai box per problemi tecnici, scivolando indietro nella classifica generale.
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Alle prime luci del mattino, le Rosse ufficiali (la n. 51 e la n. 50) e la n. 83 di AF Corse si sono ritrovate attardate di oltre due e tre minuti dalla vetta, faticando a tenere il ritmo indiavolato dei leader e subendo anche l’aggressività delle Toyota.
Al mattino è una battaglia a tre (con l’incognita penalità)
Con il ritorno della luce e l’ingresso nelle ultime ore di gara, la situazione in pista è una polveriera. Cadillac comanda, ma Toyota e BMW non mollano un centimetro.
La Toyota n. 8, guidata da un superbo Sébastien Buemi, ha stampato il giro più veloce della gara in 3:25.421, lanciandosi all’inseguimento della Cadillac leader nonostante una penalità di drive-through scontata in precedenza. Nel frattempo, la stanchezza inizia a farsi sentire: la Porsche n. 6 di Kévin Estre è finita a muro, fortunatamente senza gravi conseguenze ma innescando una slow zone che ha congelato i distacchi.
Le altre classi: Doriane Pin brilla in LMP2
Nelle altre categorie la notte non è stata meno selettiva. In LMP2, la lotta è serratissima con la vettura n. 30 del team Duqueine, che vede protagonista la stella francese Doriane Pin, impegnata in un corpo a corpo ravvicinato contro la n. 43 per la leadership di classe.
In LMGT3, dominio assoluto per la Lexus RC F n. 33, che ha scavato un solco di quasi due minuti sui diretti inseguitori, mentre la notte ha visto il ritiro definitivo della Mercedes-AMG n. 61 di Iron Lynx per il cedimento della sospensione posteriore.
La notte di Le Mans ha fatto la sua selezione naturale. Ora la pista è calda, le strategie sui tripli stint di pneumatici decideranno la corsa e la stanchezza deciderà i vincitori. Mancano poche ore al traguardo: Cadillac vola, ma i giapponesi di Toyota e i tedeschi di BMW hanno ancora le cartucce per il colpaccio finale.
Mentre la classe Hypercar teneva gli spettatori con il fiato sospeso, la notte di Le Mans ha letteralmente infiammato la categoria LMGT3. Su una pista resa traditrice dal calo delle temperature, la classe delle derivate di serie ha regalato battaglie corpo a corpo ravvicinate e colpi di scena drammatici che hanno ridisegnato la griglia alle prime luci dell’alba.
Ecco com’è andata la notte delle “saette di serie”.
Il dominio incontrastato di Lexus
Se c’è una vettura che ha saputo interpretare al meglio il passaggio dal giorno alla notte, è stata senza dubbio la Lexus RC F GT3 n. 33. Nelle ore più fredde, la coupé giapponese ha messo in mostra un passo gara micidiale, martellando tempi costanti e scavando un solco profondissimo sugli inseguitori. All’alba, la n. 33 si è trovata a gestire un vantaggio solido di quasi due minuti sul resto del gruppo, candidandosi come la vettura da battere per il finale di gara.
Ecatombe Iron Lynx: addio alla Mercedes
La notte si è confermata un giudice spietato, e a farne le spese è stato il team Iron Lynx. La loro Mercedes-AMG GT3 n. 61, che era stata grande protagonista nelle prime ore di gara lottando per la top-5, è stata costretta a un amaro ritiro. Il cedimento strutturale della sospensione posteriore sinistra ha costretto il pilota a parcheggiare la vettura a bordo pista, spegnendo definitivamente le speranze del team italiano.
È andata decisamente meglio alle “cugine” Iron Dames: la loro Lamborghini Huracán GT3 EVO2 n. 85, guidata dal trio tutto al femminile, ha superato indenne le insidie del buio risalendo la china fino a ridosso della zona podio grazie a una strategia impeccabile sui cambi gomme.
La situazione al mattino: caccia aperta al podio
Dietro la Lexus leader, la lotta per i gradini più bassi del podio è una vera e propria rissa da bar a oltre 280 km/h, con tre costruttori diversi racchiusi in pochissimi secondi.
La Porsche 911 GT3 R n. 92 di Manthey, scivolata indietro nelle prime fasi per una foratura, ha completato una rimonta furiosa durante la notte, agguantando la seconda posizione alle prime luci del mattino. Subito dietro, l'Aston Martin Vantage n. 777 mantiene alta la pressione, pronta a sfruttare ogni minimo errore.
Con l’asfalto che torna a scaldatisi e i piloti stremati dalle fatiche notturne, la gestione dell’usura degli pneumatici posteriori diventerà il fattore chiave. La Lexus ha un ottimo margine, ma a Le Mans due minuti possono svanire nello spazio di una singola slow zone.
Mentre la classe Hypercar teneva gli spettatori con il fiato sospeso, la notte di Le Mans ha letteralmente infiammato la categoria LMGT3. Su una pista resa traditrice dal calo delle temperature, la classe delle derivate di serie ha regalato battaglie corpo a corpo ravvicinate e colpi di scena drammatici che hanno ridisegnato la griglia alle prime luci dell’alba.
Ecco com’è andata la notte delle “saette di serie”.
Il dominio incontrastato di Lexus
Se c’è una vettura che ha saputo interpretare al meglio il passaggio dal giorno alla notte, è stata senza dubbio la Lexus RC F GT3 n. 33. Nelle ore più fredde, la coupé giapponese ha messo in mostra un passo gara micidiale, martellando tempi costanti e scavando un solco profondissimo sugli inseguitori. All’alba, la n. 33 si è trovata a gestire un vantaggio solido di quasi due minuti sul resto del gruppo, candidandosi come la vettura da battere per il finale di gara.
Ecatombe Iron Lynx: addio alla Mercedes
La notte si è confermata un giudice spietato, e a farne le spese è stato il team Iron Lynx. La loro Mercedes-AMG GT3 n. 61, che era stata grande protagonista nelle prime ore di gara lottando per la top-5, è stata costretta a un amaro ritiro. Il cedimento strutturale della sospensione posteriore sinistra ha costretto il pilota a parcheggiare la vettura a bordo pista, spegnendo definitivamente le speranze del team italiano.
È andata decisamente meglio alle “cugine” Iron Dames: la loro Lamborghini Huracán GT3 EVO2 n. 85, guidata dal trio tutto al femminile, ha superato indenne le insidie del buio risalendo la china fino a ridosso della zona podio grazie a una strategia impeccabile sui cambi gomme.
La situazione al mattino: caccia aperta al podio
Dietro la Lexus leader, la lotta per i gradini più bassi del podio è una vera e propria rissa da bar a oltre 280 km/h, con tre costruttori diversi racchiusi in pochissimi secondi.
La Porsche 911 GT3 R n. 92 di Manthey, scivolata indietro nelle prime fasi per una foratura, ha completato una rimonta furiosa durante la notte, agguantando la seconda posizione alle prime luci del mattino. Subito dietro, l'Aston Martin Vantage n. 777 mantiene alta la pressione, pronta a sfruttare ogni minimo errore.
Con l’asfalto che torna a scaldatisi e i piloti stremati dalle fatiche notturne, la gestione dell’usura degli pneumatici posteriori diventerà il fattore chiave. La Lexus ha un ottimo margine, ma a Le Mans due minuti possono svanire nello spazio di una singola slow zone.
Brutto incidente in Gt, la Porsche #91 a muro impone alla direzione gara un nuovo ingresso della Safety car. Gruppo ricompattato, un nuovo start, un nuovo possibile attacco di Toyota su BMW e Cadillac, protagoniste fino ad ora di una gara perfetta.


